Il tempo della PMA : Permessi e malattie

Il percorso PMA é impegnativo, non solo emotivamente ma anche a livello di tempo. Ore e ore spese in ospedale in attesa di un prelievo, di una visita, di un’ecografia, di un controllo… Per non parlare della lunga attesa post transfer; quelle due settimane sospese in quel limbo ovattato in cui possiamo cullarci nell’idea di essere potenzialmente già mamme. E’ difficile districarsi tra permessi, ferie, malattie, ritardi, uscite anticipate… Ma la legge ci concede qualche piccolo aiuto.

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Non solo esami anche pagelle. Le pagelle dei medici della PMA di Bergamo

Noi saremo anche quelle che subiscono gli esami ma, nei corridoi dell’ospedale e tra le nostre chiacchiere, quelli che prendono i voti sono loro : i nostri medici. Non mi permetto di giudicarli da un punto di vista professionale che, per quanto mi riguarda é da 10 e lode per tutti, ma dal punto di vista umano posso dire la mia.

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C’era una volta un piano terapeutico… e visto che non ha funzionato, ora ce n’è un altro. Protocollo lungo.

Si riparte con la consapevolezza di ciò che é già stato fatto e con la speranza di fare meglio questa volta. Il medico ha la nostra cartella clinica, conosce i nostri valori, la nostra risposta ai farmaci, sa cosa é successo e come è andata la volta precedente… C’era una volta un piano terapeutico ed ora ne avremo uno nuovo, rivisto, rielaborato e corretto.

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Mille e una peripezia per arrivare al controllo. La visita 2.0

Sul comodino ho una lampada, l’ho sfregata milioni di volte ma mai che ne sia uscito un genio capace di esaudire il mio desiderio. Ci ha provato anche mio marito, che in effetti somiglia un po’ al genio della lampada del cartone animato Disney… che sia lui il mio mago? Che sia lui la persona capace di realizzare il mio e anche suo desiderio? Domani proverò a chiedergli di accompagnarmi in ospedale sul suo tappeto volante e poi vi dirò…

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Pit-stop ai box, il post beta (negative)

Ci eravamo lasciati circa un paio di mesi fa, quando, dopo aver iniziato il nostro gran premio e aver quasi sfiorato la linea della vittoria, ci é toccato un improvviso pit-stop ai box. E’ stato un percorso pieno di curve, ma una alla volta avevamo superato tutte le insidie di questo “ospedodromo” e il pit-stop lo avevamo quasi scansato. Mai dar per scontata la vittoria, ma mai arrendersi e così nonostante questo fermo tecnico, rieccoci sulla linea di partenza pronti a sfrecciare nuovamente in pista per raggiungere la nostra mèta.

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Ricominciamo : ma da dove? 

La delusione é ancora dietro la porta,ma visto che abbiamo deciso che vogliamo essere POSITIVI per ottenere risultati SOLO POSITIVI, abbiamo deciso di guardare avanti e non crogiolarci nel “se fosse stato, se fosse andata diversamente, se quei numeri non fossero reali, se non volessero dire niente…“.

Se servisse vivere di se e se i se cambiassero le cose, forse avrebbe senso, ma visto che i se e i ma non portano da nessuna parte, mettiamoci un punto.

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Il 14° post transfer:le ultime beta. Mai fidarsi dei numeri.

Un’altra notte insonne. Questa sembra perfino più lunga e lenta. L’ultima volta che guardo l’orologio sono le 1:30. Mi giro, mi rigiro e alla fine mi impongo di dormire. Sonnecchio più che dormire. Domani è un giorno epocale. Ricordo la frase del medico che dice che il valore del 10° giorno post transfer era un po’ basso, ma ho stampato nella mente quel numero “26” che mi é sembrato da subito il valore perfetto.

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Storia del nostro 10° giorno post transfer : le prime beta

Decidiamo di andare in ospedale con calma, io non devo andare al lavoro e abbiamo anche già la preaccettazione fatta. In realtà cerco di rimandare il più possibile l’appuntamento con l’ago ma so che non potrò rimandarlo per tutto il giorno per cui per le 8 :15 circa siamo in ospedale.

Mio marito, la mia roccia che mi sostiene sempre, non vuole mancare anche se sa che gli esiti non saranno istantanei.

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Notte prima delle beta

…notte prima degli esami, notte di polizia, forse qualcuno te lo sei già portato via… Mi risuona in testa Venditti e me la canticchio pure mentre mi rigiro nel letto insonne.

É così che vi sentirete, come alla maturità. Mai abbastanza preparate ma allo stesso tempo pronte a mettervi in gioco per superare anche questo rito di iniziazione, quello di diventare adulti ai tempi della maturità e quello di diventare genitori al tempo delle beta.

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