Viva il lupo! 5 cose che forse non sapevi sul mondo della PMA. Curiosità &  altro. 

Scommetto che ognuno di noi ad un certo punto si sarà trovato a cercare on line informazioni sulla PMA. Qualcuno lo avrà fatto in modo ossessivo, cercando spiegazioni, i sintomi, qualcun altro avrà cercato persone con cui confrontarsi… Indipendentemente dall’approccio scommetto che qua e là avrete trovato anche informazioni curiose e magari divertenti. Cercherò di fare un breve excursus sulle stranezze e curiosità trovate in rete.

Cinque cose che forse non sapevi sul mondo della PMA.

1. Per gli scaramantici: alle coppie che stanno per affrontare un percorso di PMA si augura in bocca al lupo, ma guai a rispondere “crepi”. La risposta giusta é Viva il lupo perché la lupa allatta i suoi cuccioli e il buon auspicio é che lo si possa fare anche noi. Scaramantiche o no, non costa nulla augurare lunga vita al lupo.

2. Per gli asceti e gli amanti dello zen: molti studi parrebbero confermare che l’agopuntura aumenti in modo statisticamente significativo l’instaurarsi e il proseguo di una gravidanza. Con tutti i buchi che già ci siamo fatte, perché non farcene fare qualcuno in più? Tentar non nuoce, no?

3. Per gli statisti : per stabilire i criteri di successo di un centro che si occupa di cura dell’infertilità, il valore che fornisce una reale visione dei livelli di successo non si misura con il numero delle gravidanze ottenute ma con il numero dei parti avvenuti (si dice “bambini in braccio“)

4. Per gli amanti della storia: Louise Brown é il primo neonato concepito con l’inseminaziobe artificiale. Nacque a Oldham il 25.07.1978. I genitori dopo 9 anni di tentativi andati a vuoto si rivolsero a Patrick Steptoe, che sottopose la coppia ad un trattamento sperimentale. La gravidanza si instaurò e la notizia scatenò la curiosità dei media. La coppia trovò il modo di volgere a proprio vantaggio questo grande interesse, vendendo l’esclusiva della storia al Daily Mail, per 300.000 sterline. Il giornale mise a disposizione dei suoi reporter ben nove automobili, e assunse anche alcune guardie del corpo per tenere alla larga i giornalisti delle testate concorrenti. Alla 34° settimana di gestazione, ci furono alcuni problemi e per monitorare meglio la situazione il ginecologo fece ricoverare la madre sotto il falso nome di Rita Ferguson. Lo stratagemma venne scoperto e l’ospedale fu preso d’assalto; ci fu persino un giornalista che, per riuscire a incontrare personalmente la donna, inscenò un allarme bomba che costrinse a evacuare l’intero reparto maternità. Dopo cinque settimane di riposo assoluto, il 25 luglio, il medico decise di far nascere la piccola, ma sempre nel riserbo più assoluto. Prima del parto cesareo, la madre doveva restare digiuna per otto ore, ma per non insospettire i giornalisti il ginecologo le fece comunque portare la cena, che, con la complicità di un’infermiera, finì nella borsa della moglie del medico e fu poi buttata nella spazzatura. Quella sera il marito fece la sua consueta visita alla moglie e tornò a casa alla solita ora, senza che neppure a lui venisse svelato ciò che stava per accadere. Anche il ginecologo rientrò a casa come sempre, fingendo l’assoluta normalità, per poi tornare di nascosto in ospedale qualche ora più tardi, e avvisare il futuro papà. La mamma entrò in sala parto alle 23:30 e alle 23:47 risuonò il primo vagito di Louise Brown.

5. Per quelli che devono dare una definizione a tutto: I bambini concepiti artificialmente sono definiti dalla letteratura scientifica anglosassone “Precious Babies”, “Bambini preziosi”. Ogni gravidanza è speciale e importante allo stesso modo, ma la definizione di “gravidanza preziosa” è associata alle gravidanze non ottenute spontaneamente. Infatti, le gravidanze ottenute attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita costituiscono delle gravidanze per le quali esistono delle particolari attenzioni.

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