Tutto d’un fiato: Monitoraggi.PickUp.Transfer – BIS

Giugno 2017 –  arriviamo al nostro secondo pick-up e al nostro secondo transfer. Anche questa volta ce l’abbiamo fatta ad arrivare fino a qui e anche questa volta pare sia filato tutto liscio. 

Le ecografie  e i prelievi si sono susseguiti a distanza di 2 giorni l’uno con l’altra. La cura programmata nel nuovo piano terapeutico ha aumentato il numero dei follicoli ma la crescita é avvenuta più lentamente e così all’ultima visita di controllo il dott. Fusi ci ha prolungato i monitoraggi aggiungendo altri 2 incontri e 2 prelievi.

I valori di estradiolo e progesterone sono cresciuti come da programma, i follicoli hanno raggiunto le dimensioni ottimali, l’endometrio era perfetto! Eh sì perché il nostro caro dott. Fusi, in uno slancio pieno di naturalezza, si é complimentato per il mio “bellissimo endometrio“. Era la prima volta che ricevevo un complimento di questo genere e in assoluto la prima volta che lo ricevevo mentre me ne stavo a gambe all’aria con le parti intime alla mercé di chiunque. Detto questo, me ne sono rallegrata e ne sono stata felice.

Durante le ecografie ho incontrato una volta la dott.sa Arnoldi, una il dott. Cappato, due il dott. Fusi e per l’ultima visita sono riuscita a rivedere il mio dottore preferito, il dott, Candeloro, rientrato dal viaggio di nozze. Yuppie. Com’è o come non é, anche con gli appuntamenti ho avuto fortuna.

Durante i post di febbraio/ marzo vi avevo raccontato per filo e per segno i dettagli di pick up e transfer (come prepararvi, cosa fare, cosa succedeva in ospedale, nella sala operatoria e dopo)… Non mi dilungherò quindi sui dettagli, ma se vi dovessero servire andate a ripescarvi i post delle sezione pick up e transfer.

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Il giorno del pick-up é stato lungo. Siamo entrai in ospedale alle 6:50 e ne siamo usciti alle 16 passate. Eravamo in tante e questo mi colpisce ancora una volta di più. Ma quante siamo? Prima di addentrarmi in questo percorso, la mia vita era fatta di amiche che “vorrei un figlio” e… una settimana dopo : “ops, sono incinta“, “ops é capitato“, “ops non era programmato“, “non pensavamo arrivasse al primo tentativo e invece .. ops“. Quell’OPS che tanto mi piacerebbe pronunciare anche a me con leggerezza e disinvoltura. Noi ci stiamo impegnando per arrivarci e prima o poi ce la faremo. Ad ogni modo tornando al pick up, per coincidenza fortuita capito nella stessa stanza in cui avevo trascorso la degenza del post transfer la prima volta. Ci prepariamo con molta calma (per le 9/9:15). Stavolta oltre al camice e alla bellissima cuffietta verde abbiamo anche delle autoreggenti bianche con il logo dell’ospedale da indossare. Sono una M ma stringono come fossero una doppia XS. Vi lascio immaginare quanto fossero sexi. Né io né la mia compagna di camera tra l’altro capiamo come indossarle, quale é il verso giusto, dove va posizionata la scritta, qual’è la parte frontale e quale quella dietro… Un disastro, ma sappiamo che non saranno certo due autoreggenti a precluderci l’intervento. La sala operatoria é sempre la stessa e al pick-up trovo la dott.sa Lombardo che, inaspettatamente, mi accoglie addirittura con una carezza sul viso. L’anestesia fa il suo effetto praticamente subito e l’intervento dura pochi minuti. La degenza post pick up sembra interminabile e il colloquio con la dottoressa lo facciamo addirittura alle 15 passate. Tutto bene, ci si rivede tra 3 giorni per il transfer.

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Come pronosticato dalla dott.sa Lombardo, 3 giorni dopo ci presentiamo in ospedale per il transfer. Tutto è andato bene e ci ritroviamo con 3 begli ovuli fecondati. La sala operatoria ormai é un ambiente famigliare, così come lo é anche il corridoio che porta ad essa, gli orologi appesi ai muri, i rumori, gli odori… Sono stranamente tranquilla e anche il transfer mi sembra una passeggiata. Non provo alcun genere di dolore e nemmeno fastidio al contrario della prima volta. Il procedimento dura sicuramente qualche minuto in più rispetto alla volta precedente, ma sento la mano del dottore “molto più leggera”. Va tutto bene, fila tutto liscio. L’unica mia pecca é il non essere riuscita a trattenere la pipì per le famose due ore richieste. Ad un certo punto non ragionavo più dallo stimolo e.. ho disobbedito alle regole. Leggo però on line che in molti altri centri suggeriscono di trattenersi per 20 minuti, per cui il mio cuore si concede il pensiero di non aver fatto nulla di male e di non aver compromesso tutto il percorso per una disobbedienza di meno di mezz’ora.

E così… eccoci di nuovo qui in attesa delle beta. La vivo con un po’ più di serenità e fatalismo rispetto alla prima esperienza, se dovesse essere sarà.. altrimenti ci ritroveremo qui tra qualche mese a parlare dei monitoraggi-pickup-transfer TER. Come si dice “Chi la dura la vince!“.

 

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