C’era una volta un piano terapeutico… e visto che non ha funzionato, ora ce n’è un altro. Protocollo lungo.

Si riparte con la consapevolezza di ciò che é già stato fatto e con la speranza di fare meglio questa volta. Il medico ha la nostra cartella clinica, conosce i nostri valori, la nostra risposta ai farmaci, sa cosa é successo e come è andata la volta precedente… C’era una volta un piano terapeutico ed ora ne avremo uno nuovo, rivisto, rielaborato e corretto.

Passo da un protocollo corto ad uno lungo, il che significa che la terapia ha inizio prima del nuovo ciclo o, vista diversamente, 21 giorni dopo la fine del ciclo precedente. In ogni caso per me significa guadagnare praticamente un mese visto che il ciclo si é appena concluso e io posso iniziare a contare i giorni da quel momento.

Mio martio e io riflettiamo su questa coincidenza fortuita. Come l’altra volta, anche questa volta le tempistiche ci sorridono e ci aiutano a guadagnare tempo. Ne siamo contenti perché il tempo é prezioso.

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Ormai ho confidenza con i farmaci e le punture, conosco quel foglio che tanto somiglia a una tabella excel per cui mi lascio spiegare la posologia e il percorso che mi aspetterà, ma mi sento confidente e serena. Non c’è più quel senso di intontimento che avevo provato la prima volta. E’ un po’ come fare un esame in università, ne hai già fatti altri per cui sai cosa stai per affrontare, l’emozione e la tensione ci sono sempre, ma sai ciò che ti aspetta per cui non vedi l’ora di arrivare al momento del voto. Anche vostro marito sarà sicuramente più sereno e questo vi aiuterà anche a essere più concentrati.

La nuova cura prevede Decapeptyl 0,1 dal 21° giorno del ciclo, poi al 1° giorno del nuovo ciclo Gonasi e dal 5° giorno entra in scena un nuovo farmaco, il Pergoveris che mi aiuterà a sviluppare un maggior numero di follicoli potenzialmente idonei ad essere fecondati.

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Per un certo periodo di giorni quindi ho a che fare con una doppia puntura. Con mio marito ci siamo divisi i compiti, lui prepara le siringhe e io mi faccio le punture da sola. Dopo due settimane so di avere la pancia piena di buchi, ma sono invisibili a occhio nudo. Ormai sono la “fata delle punture”, me le faccio senza lasciare segni, non ho dolori, non ho gonfiori, non ho effetti collaterali.

Cerchiamo di essere puntuali con gli orari, siamo metodici nella procedura che potremmo eseguire a occhi chiusi ma ogni sera cerchiamo di rifare ogni gesto come se fosse la prima volta. Ci laviamo le mani chirurgicamente, mentre io mi disinfetto l’area lui mi prepara la siringa, il tempo che la pelle si asciughi dal disinfettante e c’è il passaggio della siringa da lui a me e poi … ops… già fatto?! Piccoli gesti, ripetuti quasi scaramanticamente. In quelle punture ci mettiamo tutele nostre speranze.

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Questo pianto terapeutico copre ben 3 settimane (1 in più rispetto la volta precedente). Sembra un tempo interminabile eppure sono solo 7 giorni in più. E’ un po’ come quando aspetti le vacanze.. 3 settimane non sono tante ma quando sei in trepidante attesa di qualcosa il conto alla rovescia diventa più pesante… E questo conto alla rovescia é cominciato molto tempo fa per cui speriamo che quando arriveremo a “zero” avremo raggiunto la méta.

 

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